lunedì 24 agosto 2009

Crociera nella castrofe



Un disastro per metà sismico e per metà chimico provoca da quindici a venti milioni di morti negli Stati Uniti, e passa poi a sconvolgere il resto del globo. In totale (a meno che il fenomeno non si ripeta) il totale delle vittime si aggirerà sul centinaio di milioni... Ma questa cifra non rappresenta in fondo che appena il 3 per cento della popolazione terrestre. Perchè allarmarsi eccessivamente? E d'altra parte ci stiamo abituando a vivere tra le catastrofi. Approfittiamone dunque per dare una mano di vernice allo yacht Myflower e allontanarci dalle più immediate zone di pericolo. Con un po' di fortuna sopravviveremo, e nel peggiore dei casi avremo fatto un'interessante crociera in direzione dell'Australia... D. F. Jones, l'autore di Colossus e AT-1 non risponde, ci garantisce un viaggio incerto e pieno di suspense.


Recensione:

Crociera nella catastrofe è un ottimo libro estivo. E' anche un classico, classicissimo romanzo di fantascienza catastrofica. Tutti gli elementi di base vengono rispettati, prima la vita pre catastrofe, poi l'inizio che sfugge a tutti, poi la catastrofe diventa una minaccia sempre più grande, e i nostri fuggono via. Scappano nella maniera più classica, con una bellissima barca a vela, verso l'ovest, via dal caos e lasciandosi indietro la massa. Niente di originale quindi nella struttura dell'opera. Di notevole c'è invece che Crociera nella catastrofe è un libro veramente ben scritto, che si legge di un fiato e sopratutto che il bravo Jones mette tutta la sua conoscenza di marinaio al servizio del lettore, che si gode una descrizione della vita su una barca a vela precisa e accurata ma mai noiosa. I nostri eroi affronteranno tutte le situazioni che il mare può presentare, dalla tempesta alla bonaccia, fino allo tsunami. E' qui una piccola nota polemica: nel romanzo il quinto giorno si parla di uno tsunami e quando successe lo tsunami in Tailandia, si parlò d’impressionante capacità predittiva da parte di Frank Schätzing (*). In realtà come al solito quando si parla di originalità bisogna essere più corretti. D'altra nemmeno Dennis Feltham Jones è il primo a parlare di tsunami... Un altro elemento di interesse è come i maschi anglosassoni interpretano il rapporto con le donne. C'è una sorta di idealizzazione della donna che allo stesso tempo non si riesce a vedere come una persona integra e capace di raziocinio. La reazione del maschio è la fuga rassegnata dalla donna che credeva di amare e che crede che lo abbia tradito. Insomma è una cosa abbastanza irritante, a volte viene voglia di incitare il protagonista boccalone ad affrontare la sua amata con un po’ di C&C, cazzo & cazzotti, altro che tormenti vittoriani! Per fortuna alla fine il babbeo di turno riesce a completare la sua crescita e a diventare un po’ più adulto! Scherzi a parte per un lettore "latino" molte elucubrazioni mentali dal freddo mondo anglosassone risultano semplicemente incomprensibili. Credo che prima o poi scriverò qualcosa di generico su come venga visto il rapporto tra i sessi nelle varie letterature. Come cambia a seconda della nazione, della religione, del genere e dell'età del target di riferimento. Ma anche e sopratutto come cambia a seconda del sesso di chi scrive. Infatti, sono le donne che scrivono le cose più strane e perverse, che lasciano spesso il lettore basito a chiedersi da quale pianeta provengano! E' curioso anche notare che moltissimi scrittori di fantascienza siano stati militari di professione e nemmeno tanto imboscati in qualche ufficetto sperduto ma spesso in prima linea e con compiti di comando. Sembra dunque che considerare il militare tipo un ottuso scimmione senza cervello sia un altro, l'ennesimo, pregiudizio. Anche su questo argomento intendo tornare prima o poi.
L'autore:
Dennis Feltham Jones è nato nel 1917 ed è morto nel 1981. Prima di diventare scrittore di fantascienza è stato un capitano di marina e ha servito nella seconda guerra mondiale.
(*)
La polemica con l'intervista linkata riguarda i toni estasiati, da rivelazione biblica, più che altro suggeriti dall'intervistatore. E' giusto ogni tanto ricordare a chi crede di aver scoperto il senso della vita che si tratta solo di acqua calda. Ovviamente ciò non toglie niente al romanzo dell'autore tedesco. Semplicemente ogni tanto vanno messi i puntini sulle i, anche se solo in un piccolo blog.
L'intervista che è linkata riporta :
Al centro del suo libro c’è una impressionante, perfetta descrizione dello tsunami. Come è arrivato a questo e che effetto le ha fatto vedere poco dopo realizzarsi nella realtà queste sue pagine scritte?
Ho letto sugli tsunami tutto quello che c’è da leggere. Ho parlato con esperti di fenomeni naturali e con studiosi di onde, che cioè si dedicano all’analisi del movimento delle onde, creato artificialmente all’interno di bacini appositi. Ho anche parlato con esperti dell’area del Pacifico. che avevano già vissuto in prima persona uno tsunami. Non ho inventato nulla che non ci fosse già prima. Ho semplicemente descritto un fenomeno della natura che ciclicamente si ripete. Ero sicuro che prima o poi nella mia vita ne avrei visto uno anch’io ma non credevo così presto.
Si parla di persone che hanno riconosciuto i segni premonitori della catastrofe grazie al suo libro.
È vero molti avevano letto il libro, alcuni prima, altri addirittura in vacanza. E qualcuno era arrivato al capitolo dello tsunami proprio il giorno prima che si verificasse in realtà. Molti mi hanno scritto lettere in cui mi ringraziavano perché erano riusciti a salvarsi grazie al mio libro e ho incontrato anche alcune di queste persone: è stato molto commovente.
La riporto fedelmente perchè internet è un grande mare e ogni tanto qualcosa si perde. In questo caso anche se la pagina sopra descritte dovesse svanire, non svanirà il riferimento citato.
immagini e foto e notizie sono prese da:

martedì 28 luglio 2009

Il quinto giorno

Gennaio, costa del Perù. Il povero pescatore Juan non crede ai suoi occhi: dopo lunghe settimane di magra, si stende davanti a lui un enorme banco di pesci. Ma il terrore cancella ben presto la felicità: i pesci, muovendosi come un unico essere, distruggono la rete, ribaltano la barca e impediscono all'uomo di raggiungere la superficie. Marzo, Norvegia. A bordo di una nave oceanografica un biologo e una scienziata osservano milioni di "vermi" luminescenti che sembrano aver invaso lo zoccolo occidentale. Da dove vengono? Cosa sono? Pochi giorni dopo, Canada. Un gruppo di balene attaccano la Barrier Queen e la affondano. Il mondo intero sarà drammaticamente coinvolto in questi avvenimenti in apparenza così lontani tra loro.

Frank Schätzing ci dimostra come si possa scrivere un gran bel libro senza avere il minimo talento per la scrittura. Il suo stile lascia a desiderare e può essere tranquillamente definito men che mediocre per uno scrittore di professione. Sfogliando in libreria questo libro più di una volta l'ho lasciato cadere disgustato dopo aver letto le primissime pagine. Soltanto una lunga trasferta in quel di Milano e la solitudine di un albergo mi hanno smosso all'acquisto in una delle grandi librerie di piazza duomo. Lo stile, come dicevo, è mediocre e i personaggi sono tratteggiati in modo superficiale. Lo stesso svolgimento dell'azione lasciano perplessi. Perché e come ha fatto questo pubblicitario a ottenere un grande libro? Semplicemente perché sapeva di cosa parlare e aveva un grande argomento: il mare. Il mare, la culla della nostra specie, sta subendo in questi anni tali e tanti affronti che lasciano sgomenti. Rifiuti di ogni sorta vi vengono sversati, fino alle scorie radioattive e armi biologiche. Carcasse di ogni tipo, perfino sottomarini nucleari, giacciono nei fondali liberando inquinamento e veleni. Gli scarichi della nostra società finiscono tutti in mare, la pesca intensiva ha decimato le popolazioni marine. Inquinamento agricolo, estrazioni petrolifere, migliaia di tonnellate di plastica stanno uccidendo il mare. Tantissime specie sono a rischio di estinzione e molte sono già scomparse.
Schätzing si è molto documentato e ha creato questo libro unico, una sorta di grido dall'allarme tradotto nel linguaggio catastrofico. Alla fine , per contrappasso , il mare si vendica. Purtroppo l'orrore vero è che non ci sarà alcuna vendetta, stiamo uccidendo il mare da cui siamo nati e ne pagheremo le conseguenze prima o poi.
Un altro elemento di interesse è leggere un libro non anglosasso-centrico, dove esistono anche altri popoli oltre che gli americani e gli inglesi e dove gli americani posso anche essere i cattivi.

L'autore :
Frank Schätzing è nato a Colonia il 28 maggio del 1957. Prima di diventare scrittore è stato pubblicitario e produttore musicale.










Immagini e foto prese da:
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1572&biografia=Frank+Sch%E4tzing
http://cinecritica.leonardo.it/blog/2007/mag/pag1/maggio.html

lunedì 20 luglio 2009

Io sono leggenda. seconda parte

In Io sono leggenda Matheson mette moltissima carne al fuoco e non sempre riesce a portare in fondo tutti gli spunti che inizia. D'altra parte questo lasciare aperto all'interpretazione del lettore è voluto e riesce a diventare un punto di forza. Intanto c'è il concetto di diverso. Se nel mondo tutti diventano diversi chi è il diverso adesso? Il ribaltamento della prospettiva e della percezione di normalità è potentemente espresso e fa riflettere, ma su cosa? A cosa si riferisce lo scrittore? La normalità è qualcosa di negativo forse? Ad esempio Robert Neville è forse un razzista e i vampiri che lo assediano sono i diritti civili che avanzano? Sono i neri , gli omosessuali che chiedono uguaglianza, sono gli attivisti politici che premono alle porte e vogliono un cambiamento? Oppure Neville è l'ultimo dei conservatori e si oppone al nuovo? Ma potrebbe anche essere un conservatore positivo, che non vuole fare entrare l'immoralità, la dissoluzione di antichi rapporti di rispetto, l'uomo saldo che non cede di fronte agli uomini dissoluti. Il vampiro d'altra parte è nato per rappresentare l'uomo (e la donna) che rifiutano di crescere , di farsi una famiglia, di vivere alla luce del sole invece che nella penombra dei locali. Che vogliono passare da una passione e da un amore momentaneo di una sera a quello eterno e tranquillo della famiglia. Che rifiutano di invecchiare e che per vivere hanno sempre bisogno di sangue giovane, giovani donne e giovani uomini attorno che scacciano la morte.
Matheson non chiarisce e non decide quindi se condannare Neville o se eleggerlo ad eroe. Si tratta di una incertezza voluta, e realistica. Quando le cose cambiano sempre si peggiora ma sempre si ottiene qualcosa di meglio. Lo stesso Neville che è assediato dai mostri a sua volta è un mostro e così appare alla ragazza che scappa di fronte a lui nel finale del libro.
Ci sono poi tutte le ansie e le paure del maschio mathesiano che vengono rovesciate su Neville, la solitudine, il sesso, la famiglia che muore che lui non riesce a proteggere , simboleggiata dal terribile episodio della moglie che resuscita e ritorna. Naturalmente Neville non cede a nessuna di queste cose e non arretra mai di un metro. Per farlo fuori dovranno venire a prenderlo di forza perché altrimenti rimarrà fermo e saldo per sempre.
C'è infine il cambiamento della società, totale, dove addirittura si insedia una nuova specie; ma nonostante tutto questo la nuova società è uguale a quella vecchia, dove si elargiscono glorie ed onori ai suoi membri che la difendono violentemente. Non cambia il paradigma. C'erano eserciti spietati e poliziotti spietati , brutali e riveriti e ecco che anche nel nuovo mondo ci saranno membri in divisa autorizzati ad esercitare una brutale violenza e a ricevere in cambio una gratitudine ammirata. Matheson anticipa gli anni '60 ma va addirittura oltre, ne vede i limiti. Arriveranno gli anni '60 , i diritti civili , l'opposizione alla guerra del Vietnam ma dopo finiranno e la società non sarà così cambiata, ancora ci saranno guerre sporche e chi si opponeva prima si ritroverà stanco e disilluso. Infine c'è la superstizione , la paura dell'ignoto e del diverso, cauterizzata dal fuoco purificatore. L'eliminazione di chi non è come noi. Che viene rovesciata; l'assassino diviene vittima, l'inquisitore carnefice che viene torturato e bruciato vivo. Per esorcizzarlo. Ma non si riuscirà mai a cambiare la nostra natura, anche quando il mondo sarà tutto pieno di vampiri, qualcosa ci farà paura e terrore. Ci sarà sempre acquattata in un angolo buio una terrificante leggenda.


I film
Per una volta voglio fare uno strappo alla regola che mi sono imposto, di non parlare mai dei film realizzati a partire dalle opere che recensisco. Il fatto è che riguardo a io sono leggenda ho trovato molto in rete e quasi tutti i commenti sull'ultima pellicola tratta da questo libro sono molto negativi. Sostanzialmente le critiche si riferiscono a due precise cause, ch il film non sia fedele al libro e che i suoi predecessori erano molto migliori.
Io credo che film e libri siano forme d'arte separate con ritmi e convenzioni diverse. Questo è il motivo per cui non ne parlo in questo blog. Da ottimi libri sono stati realizzati pessimi film mentre da pessimi libri sono stati realizzati ottimi film e la fedeltà c'entra poco. Nel primo film Vincent Price è veramente un gigante ma la storia rimane troppo intima, troppo personale. Le atmosfere sono troppo Horror, poco legate al contesto. Il secondo film è invece un film pop, anni '70. Quasi un James Bond dell'Orrore, che comunica poco allo spettatore oltre che apparenza.
Bene ha fatto invece Francis Lawrence ad attualizzare e ad inserire elementi nuovi nel suo film. Lawrence va oltre il romanzo di Matheson inserendo il tema della responsabilità. Neville come americano e membro attivo della società è responsabile della diffusione del virus e quindi DEVE fare qualcosa. Virus che sotto sotto rappresenta il terrorismo dell'11 settembre. L'orrore si è scatenato per colpa NOSTRA, per colpa di TUTTI e quindi TUTTI, e quindi anche Robert Neville che ora questi tutti rappresenta da solo deve darsi da fare e risolvere il problema. Niente fuga, niente resa, niente lavarsi le mani o girare la testa. QUI è iniziato e qui si resta finché non si risolvono le cose . Io sono leggenda è il primo film blockbuster (il primo telefilm era Hero) a porsi delle domande precise e a dare delle risposte precise sulla assurda lotta al terrorismo. Lo fa attraverso il suo campione, Will Smith - dottor Robert Neville , che riscatta tutta la sua gente e tutta la sua nazione. Distruggere è facile, costruire è molto molto più difficile, un compito duro, un compito da eroi normali , un compito che può essere assolto senza tentennamenti, giorno dopo giorno, contro tutto e tutti, solo da una leggenda.

Biografia:
Richard Burton Matheson nasce nel 20 febbraio 1926 nella città Allendale (USA). Serve nell'esercito del suo paese e viene congedato dopo un ferimento, dopodiché frequenta la scuola di giornalismo. Inizia molto presto a scrivere e a pubblicare romanzi e racconti. Affianca il lavoro di romanziere con quello di sceneggiatore. Pur rifiutando per molti anni l'etichetta di genere alla fine è costretto a capitolare, vista l'enorme influenza che la sua opera ha comportato su intere generazioni di scrittori e di sceneggiatori.

Immagini e foto tratte da :
http://www.movieforum.com/features/y2k/iamlegend/richardmatheson.shtml

lunedì 13 luglio 2009

Sciopero



Come ancora molti non sanno è in dirittura di arrivo una legge censoria contro la libertà di espressione in rete. Questo blog pur non occupandosi di politica o di altri temi scottanti non può che aderire. L'informazione in Italia ha sempre versato in uno stato comatoso ma attualmente siamo arrivati a livelli "cubani". Il colpevole principale, non può essere negato, è l'attuale presidente del consiglio e conseguentemente l'attuale governo. Francamente a livello personale non credo che ci sia più possibilità per il nostro paese di risollevarsi a breve. Viviamo una decadenza che non può che peggiorare. Credo anche che Berlusconi non sia che la punta di un enorme iceberg trasversale fatto di inefficenze, racomandazioni, mafie varie. E' l'effetto più che la causa . Siamo su una china discendente e non la caduta non si arresterà presto. Per questo come cittadino Italiano aderisco allo sciopero, anche se dovesse rivelarsi inutile. Perchè la libertà non te la da nessuno se non lotti per averla.

venerdì 3 luglio 2009

Io sono leggenda. prima parte

È il 1976. Robert Neville torna a casa dopo una giornata di duro lavoro. Cucina, pulisce, ascolta un disco, si siede in poltrona e legge un libro. Eppure la sua non è una vita normale. Soprattutto dopo il tramonto. Perché Neville è l'ultimo uomo sulla Terra. L'ultimo umano sopravvissuto, in un mondo completamente popolato da vampiri. Nella solitudine che lo circonda, Robert esegue la sua missione, studia il fenomeno e le superstizioni che lo circondano, cerca nuove strade per lo sterminio delle creature delle tenebre. Durante la notte Neville se ne sta rintanato nella sua roccaforte, assediato dai morti viventi avidi del suo sangue. Ma con il sorgere del sole è lui a dominare un gioco crudele e di meccanica ferocia, scandito dalle luci e dalle ombre di un tempo sempre uguale a se stesso e che impone la ripetizione di un rituale sanguinario. In questo mondo Neville, con la sua unicità, si è già trasformato in leggenda.

Arriva la catastrofe, che fare? Ovviamente si scappa. Arriva lo tsunami , saliamo sulla collina! Arrivano gli alieni!! Scappiamo sui monti! La città collassa economicamente, via in campagna. Arriva l'inverno senza fine, scappiamo al sud! Scappiamo in barca! E se non basta costruiamo un'astronave e andiamo nello spazio! Scappiamo in un'altra dimensione, rifugiamoci nelle pieghe del tempo!!
Ma c'è qualcuno che DECIDE di non fuggire. Che non prende nemmeno in considerazione la cosa. Che non solo rimane , ma rimane da solo, con i suoi ritmi e le sue abitudini, che non permette alla fine del mondo nemmeno di mandarlo via dalla propria casa. E lotta da solo contro la catastrofe, fino alla fine. Quest'uomo è Robert Neville, creatura letteraria di Richard Matheson.
Io sono leggenda non è il miglior libro, ancorché' il più famoso, di Matheson, ma è una tappa fondamentale nella definizione del maschio mathesiano.



Il maschio di Matheson

Pur avendo tratteggiato degli ottimi personaggi femminili, come nel racconto La preda, Matheson ha cercato di definire nella sua produzione di romanzi lunghi il suo "maschio". In opere come Duel, Io sono leggenda e sopratutto nella summa 5 mm al giorno, il suo capolavoro secondo me, Matheson definisce un tipo d'uomo che deve affrontare sfide impossibili. tutte le sfide e le difficoltà sono maschili e viste da un punto di vista prettamente maschile. Il protagonista viene messo di fronte a nemici più forti fisicamente o intellettualmente, più dotati di mezzi. Deve affrontare l'impotenza, il tradimento, la solitudine, la vecchiaia. L'umiliazione di non poter mantenere più la famiglia, l'abbandono da parte della figlia , il licenziamento, l'inadeguatezza, la malattia, il divorzio.
Di fronte a tutto questo Matheson pone sempre un uomo normale, non un potente tycoon dell'economia o della finanza, ne un grande scienziato dall'intelligenza prodigiosa e nemmeno un rambo imbattibile. Nemmeno i suoi protagonisti sono persona originali, scrittori, artisti o altro. Si tratta sempre dell'uomo medio più medio che non si può, che solitamente fa l'impiegato. D'altra parte si tratta sempre di uomini che credono nella famiglia e fanno di tutto per proteggerla, per farsene carico, anche se la famiglia li tradisce.
L'uomo Mathesiano non cede mai. Barcolla ma non molla. Di fronte a qualunque cosa rimane acciaccato ma in piedi. mai chiede pietà o maledice il destino o accusa gli altri. Senza alcun alibi affronta tutto a testa alta e non arretra mai di un solo metro. E tutto questo lo fa senza essere un eroe o un deus ex-machina, ma semplicemente perché non ha alternative. E' fatto così, conosce solo un modo di vivere. Non sceglie. Matheson da la stura ad ogni paura del maschio ma nessuna di questi orrori riesce ad avere la meglio. E alla fine il suo uomo, dopo tutto, si alza, si arma e esce a caccia.

continua ->

venerdì 19 giugno 2009

Lebbra antiplastica


Da molti anni la fantascienza dice, spiega, dimostra ai suoi sempre più numerosi lettori quanto la società moderna, proprio per la sua immensa e ambiziosa complessità, sia dipendente da pochi fattori. E oggi, con la crisi del petrolio, anche chi non legge (e fa male!) Urania, ha dovuto rendersene conto. Un altro punto vulnerabilissimo è costituito dalla plastica, le cui infinite applicazioni determinano la nostra vita quotidiana ben al di là di quanto l'uomo della strada non immagini. Un gigantesco jet precipita vicino a Londra; il centro della metropoli inglese è paralizzato dal più disastroso ingorgo della sua storia; un sommergibile nucleare scompare in Atlantico senza lasciare traccia. Questi tre incidenti sono collegati da un filo misterioso, che ben presto rivela in tutta la sua spaventosa gravità: la plastica "cede", la plastica "muore". E' l'inizio di una disperata battaglia per salvare il mondo; è la cronaca di una crisi che saranno in pochi a trovare gratuita, esagerata, incredibile. Ormai, purtroppo, sappiamo dove stiamo.

Recensione:

Lebbra antiplastica è sicuramente una pessima traduzione del più accattivante titolo originale :Mutant 59 the plastic eater. La scelta non fu felice oppure dettata da logiche commerciali che adesso non sono più attuali. In ogni caso sotto il brutto titolo riposa un romanzo tutt'altro che spiacevole. Sicuramente Lebbra antiplastica si differenzia rispetto alla classica fantascienza catastrofica inglese per due elementi collegati tra loro,il livello culturale dei personaggi e la conseguente risoluzione delle situazioni drammatiche. I protagonisti non sono come quasi sempre degli scimmioni con la terza elementare, incapaci di coltivare un orto o di cambiare una lampadina ma sono tutti laureati in discipline scientifiche. Sicuramente l'influenza di Kit Pedler, che prima che scrittore era uno scienziato di grande livello, si sente parecchio. Tutti i protagonisti finiscono nelle solite situazioni incasinate del catastrofismo, rimangono bloccati in metropolitana, si trovano a dover convincere politici cretini, militari teste quadre , si imbattono nello scetticismo della "gente comune" mentre sono su aero in volo che rischia il collasso strutturale ecc. Chiaramente poi ci sono i cattivi, come l'avido Kramer che trascura la moglie e vuole solo far soldi. Ma tutte queste situazioni si risolvono in maniera diversa dal solito, ed è con un certo piacere leggere di personaggi che non si comportano in maniera evidentemente idiota e non trascurano nessun indizio per risolvere una certa situazione. Quindi l'elevata preparazione di tutti quanti smonta i vari cliché del genere. Questo chiaramente oltre a rendere il romanzo originale potrebbe però scoraggiare qualche lettore che vuol vedere l'eroe di turno, solitamente un addetto alle pompe di benzina , salvare il mondo grazie alle sue grandi (?) trovate.
Il romanzo risente delle atmosfere dei primissimi anni '70, un momento storico in cui ancora il mondo correva come un treno e si credeva che la scienza, in questo caso la chimica e la petrolchimica, potessero tutto. D'altra parte il giudizio degli autori è netto: la scienza non può prevedere tutto e la catastrofe si può annidare nei posti più impensati.

Gli autori:
Kit Pedler (nella foto) è lo pseudonimo di Christopher Magnus Howard Pedler. E' nato nel 1927 ed è morto nel 1981. E' stato uno scienziato e uno scrittore, sia di fantascienza che di divulgazione scientifica in generale.

Gerry Davis è nato nel 1930 ed è morto nel 1991. Ha scritto per la televisione oltre che romanzi di fantascienza.

Nota:
la creazione di particolari batteri in grado di "mangiare" la plastica è allo studio da molti anni. Lo stato dell'arte è molto avanti , come si può vedere da questo articolo : http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/es801010e.

Immagini e foto prese da:
http://www.italcombiodegradabile.com/descrizione.html
http://homepage.ntlworld.com/john.seymour1/ukbookguide/Series/Doomwatch/mutant59.html
http://www.ebay.it/
http://www.absoluteastronomy.com/topics/Kit_Pedler

venerdì 5 giugno 2009

Le città invisibili

" Che cos'è oggi la città per noi? Penso di aver scritto qualcosa come un ultimo poema d'amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città. "










Sicuramente lo scrittore di oggi è molto fantastico e per niente scientifico,ma lo sguardo acuto e implacabile dell'artista Italiano travalica i tempi e va a vedere il futuro, come pochi scrittori di genere sono mai riusciti a fare. Calvino in questi raccontini brevissimi,di due tre pagine, raggiunge delle vette letterarie che pochi hanno toccato, nella storia della letteratura mondiale. Questo libro è un atto d'amore per le città, che come dice Calvino, stanno cambiando e non saranno mai più come prima. Non tutta l'opera racconta del futuro, ma soltanto quando parla delle città continue Calvino descrive forse quello che vedeva a suo tempo, ma che ricorda molto di più il nostro, come se il suo sguardo visionario avesse squarciato il velo oscuro. D'altra parte Calvino è sempre stato un amante della fantascienza! Con lo strattagemma del racconto dentro il racconto, Marco Polo e Kublai Khan parlano delle città che hanno visto. Questo collante sinceramente è la parte meno riuscita del libro perché risulta noiosa e secondo me toglie incisività ai racconti, anche se probabilmente segue qualche astrusa regola di scrittura sperimentale di cui troverete traccia in rete(suggerimento:cercate letteratura combinatoria)! Il vostro Lettore invece legge e giudica quel che legge, senza bisogno di manuali..
Al contrario nei racconti veri e propri Calvino probabilmente scrive le cose migliori mai scritte in Italia e forse nel mondo per quanto riguarda il racconto breve, dando prova di uno stile strepitoso e irraggiungibile. Sicuramente con Calvino la lingua Italiana viene riscritta, senza bisogno di alcuna invenzione di neologismi ed è utilizzata al massimo livello e oltre dall'artista che cesella ogni racconto come una pietra preziosa e perfetta. Calvino racconta delle città e la memoria,le città e il desiderio, le città sottili ecc facendo vivere in poche righe questi luoghi sotto i nostri occhi, e in ogni caso non possiamo fare a meno di pensare a posti che abbiamo visitato davvero, ma che nello stesso tempo si trasfigurano in icone adatte ad ogni tempo e ad ogni luogo.
Ma è nella seconda parte che i nostri nervi di catastrofisti vengono fatti vibrare:
Ci sono città che non finiscono mai, che si sono consumate tutto il suolo e non rimane altro che una distesa infinita di case, magazzini e attività che sono più terrorizzanti dei mostri di Cthulhu, perché sono già qui e ne siamo circondati. Altre dove la sovrappopolazione finisce per eliminare ogni spazio libero. E poi c'è Leonia, la città della spazzatura, che ne produce sempre di più e sempre meno degradabile e la accumula ai suoi confini creando una catena montuosa che la avvolge mentre oltre altre città, altre Leonie fanno lo stesso finché questi cerchi di immondizia si toccheranno e Leonia sarà travolta e sepolta e sopra ci faranno un'altra discarica. Queste sono le città continue, le città di oggi. E' quello che Calvino vedeva anni fa e ora vediamo tutti noi. Città sovrappopolate , in cui manca lo spazio vitale e la natura, città caotiche, che consumano tutto, che invadono tutto e tutto diventa città.
Dal documentario recentissimo di report sembra che in Brianza il consumo di suolo abbia raggiunto l'87% e continua a crescere. Siamo arrivati al capolinea e la speculazione, questo mostro eterno sempre evocato e mai affrontato seriamente ora vince e ci travolge. Che faremo ora che tutte le nostre città sono delle Leonie e delle Pentesilea??

biografia:

Italo Calvino nasce a Santiago del Las Vegas a Cuba, nel 1923 e muore a Siena nel 1985.
Tornato in Italia con la famiglia inizia a studiare Agraria ma la poca vocazione e la seconda guerra mondiale interrompono i suoi studi. Diventa partigiano e si iscrive poi al PCI. Torna a studiare, ma lettere e si laurea. Inizia a scrivere sul "Politecnico" e nel 1947 esordisce come scrittore. Diventa poi dirigente della casa editrice Einaudi dove rimane fino agli anni '80, quando passa alla Garzanti. In tutti questi anni continua a scrivere.



immagini e foto prese da:
http://www.casalecchiodelleculture.it/web/index.php?mact=News,cntnt01,detail,0&cntnt01articleid=195&cntnt01returnid=15
http://www.mescalina.it/libri/recensioni-libri.php?id=193